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LA GENETICA DEGLI ANGIOMI CAVERNOSI (Dr. D’AGRUMA LEONARDO) I.R.C.C.S. “CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA” – SAN GIOVANNI ROTONDO (FG)

CONSULENZA GENETICA
I cavernomi sono trasmessi come carattere autosomico dominante. In  genere sono  ereditati da un genitore affetto. La gravità clinica è variabile ed è età dipendente, essendo condizionata essenzialmente dalle dimensioni, dalla localizzazione e dall’epoca di comparsa delle lesioni. Queste, infatti, tendono generalmente a comparire con il passare degli anni. Esiste, comunque, una percentuale variabile di soggetti che non svilupperanno mai lesioni anatomiche, pur essendo portatori di mutazioni, La malattia può esprimersi anche in sede extracerebrale (cute, retina, addome). La valutazione clinica in queste sedi può essere di valido aiuto soprattutto nei casi in cui lo studio in RM non sia disponibile o risulti negativo. Sarà compito del genetista, qualora questo aspetto non fosse già stato valutato dal clinico inviante, indagare ed indirizzare il paziente per valutazioni specifiche con particolare attenzione alle lesioni retiniche e cutanee.
Pertanto, le informazioni trasmesse con la consulenza genetica sono essenzialmente le seguenti:

a) La malattia si trasmette come carattere mendeliano autosomico dominante con espressività variabile e penetranza incompleta. Entrambe le caratteristiche sono età dipendenti, essendo condizionate  dall’epoca in cui si sviluppa la lesione anatomica e dal momento in cui questa si esprime  a livello clinico. Un soggetto ammalato ha la probabilità del 50% di trasmettere la mutazione ai figli, indipendentemente dal loro sesso. In una percentuale di casi, non ancora ben nota, le mutazioni hanno una origine “de novo”. Ciò significa che i  genitori non sono portatori costituzionali della mutazione ed il rischio di ricorrenza in altri figli è trascurabile, a meno che non si ipotizzi  una condizione di mosaicismo germinale. Con questo termine si intende la presenza della mutazione esclusivamente a livello delle gonadi di uno dei genitori, in una percentuale variabile di gameti. La trasmissione della mutazione non comporta automaticamente lo sviluppo di lesioni specifiche. Queste possono insorgere in epoche variabili oppure rimanere assenti per tutta la vita. (penetranza incompleta).

b)    Il 75% dei portatori di mutazione presenta sintomatologia clinica dopo i 20 anni. Il restante 25% resterà asintomatico per tutta la vita.

c)    I soggetti portatori di cavernomi multipli, negativi allo screening di mutazioni per i geni noti, sono da considerarsi potenzialmente affetti da forma familiare, vista l’esistenza di  un discreto numero di famiglie con cavernomi i cui geni non sono stati ancora identificati.

d)    Il test genetico va eseguito seguendo scrupolosamente le regole specifiche dettate dalla Informativa ai sensi degli artt. 13 e 79 del D. Lgs. 30/06/2003, n. 196  “Codice in materia di protezione dei dati personali" Autorizzazione al trattamento dei dati genetici del 22 febbraio 2007.

e)    L’identificazione di una mutazione costituzionale in un probando suggerisce l’estensione della diagnostica molecolare al nucleo familiare. E’ da valutare con i genitori l’opportunità di eseguire la ricerca di mutazioni in soggetti minori. Andrà valutata anche l’opportunità dell’ esame RM in caso di test genetico positivo e assenza di sintomatologia clinica. Per quanto riguarda la periodicità degli esami neuroradiologici in soggetti portatori di mutazioni  ma senza  lesioni anatomiche ad un primo esame neuroradiologico, questa resta ancora a discrezione del  neurologo e/o neuroradiologo.

f)    La diagnosi prenatale è possibile nelle famiglie in cui sia stata già evidenziata una mutazione costituzionale. Questa opzione deve essere discussa anche in termini etici.
DIAGNOSI MOLECOLARE